venerdì 22 ottobre 2010

I produttori di vino Chianti: il no all’impianto di Testi

I produttori di Chianti: «Fermate ilpiano dei rifiuti»
In una lettera il no all’impianto di Testi

Corriere Fiorentino, 22 ott 2010, Lisa Baracchi



SAN CASCIANO - I produttori di vino Chianti chiedono di rivedere (completamente) il piano provinciale dei rifiuti. Lo ritengono «obsoleto», soprattutto per la scelta di realizzare il termovalorizzatore a Testi, nel comune di Greve. «Abbiamo studi che dimostrano l’insensatezza ambientale, tecnica ed economica di questa scelta», si legge nella lettera che i presidenti del Consorzio Vino Chianti Classico e della Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico, Marco Pallanti e Lapo Mazzei, hanno inviato ai presidenti di Regione e Provincia, al prefetto e al sindaco di Firenze.

La lettera è partita da Sant’Andrea in Percussina (San Casciano), sede del Consorzio, il 29 settembre. «Il Consorzio e la Fondazione non sono pregiudizialmente contro i termovalorizzatori, purché siano giustificati da rigorose analisi e da assolute garanzie per la salute dei cittadini», continua la lettera. I produttori di vino sono dalla parte del sindaco di Greve, Alberto Bencistà, che ha chiesto una moratoria al progetto dell’inceneritore. Chiedono una programmazione pubblica più oculata per non inserire l’insediamento industriale in «un distretto agroindustriale tra i più importanti d’Italia», simbolo dell’identità culturale della Toscana. Dicono di puntare alla riduzione della produzione di rifiuti e avviarne all’incenerimento una frazione minima. «Anche se si raggiunge il 65% di raccolta differenziata e anche se si continua sulla linea di riduzione della produzione di rifiuti, già avviata - spiega l’assessore provinciale all’ambiente Renzo Crescioli - c’è necessità di costruire gli impianti già in programma. Quello di Testi è inserito nel piano provinciale dei rifiuti, in quello straordinario d’ambito, mentre è in via di definizione il piano interprovinciale. I quattro impianti pianificati servono a Firenze, Prato e Pistoia e un milione e 600 mila cittadini».

Se l’inceneritore di Case Passerini tratterà circa 136 mila tonnellate di rifiuti l’anno, quello di Testi ne brucerà 70 mila. «Mentre per fare un esempio con il resto d’Italia, Brescia che ha un milione e 200 mila cittadini porta a smaltire nel suo impianto 800 mila tonnellate di rifiuti», precisa Crescioli. E sulla moratoria commenta: «C’è già una moratoria di fatto perché se a Case Passerini siamo alla gara di appalto e si pensa di avviare l’impianto nel 2014, per Testi si andrà oltre questa data, le procedure sono più indietro».

lunedì 19 luglio 2010

I comitati spiegano le motivazioni dell'esposto sullo smaltimento delle ceneri del gassificatore

IL COMUNICATO STAMPA


Il coordinamento delle associazioni ambientaliste del Chianti fiorentino ed il Comitato Chianti senza inceneritore hanno presentato un esposto presso la Procura di Firenze e ai NOE di Firenze concernente la vicenda delle ceneri del gassificatore di Testi, smaltite insieme ai silos che le contenevano dalla società SACCI.

I FATTI

Nel luglio 2009 la Provincia di Firenze ha dato autorizzazione alla costruzione di un impianto a turbogas di 50 MW proposto dalla società Volta srl all’interno dell’area del cementificio SACCI.

Tale impianto, peraltro osservato dalle associazioni ambientaliste e oggetto di un ricorso al TAR, si viene a collocare all’interno dell’area del cementificio di proprietà di SACCI spa, area contigua all’impianto di gassificazione (ora non funzionante) di proprietà pubblica (della società SAFI)

Dalla Relazione per lo STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE prodotto da Volta srl nel giugno 2006 siamo venuti a sapere che alcuni degli edifici in disuso appartenenti al vecchio cementificio sarebbero stati demoliti per fare spazio alla Centrale e che tra questi erano compresi dei silos pieni di ceneri provenienti dal gassificatore ora in disuso. La capacità di questi silos era di almeno 8000 mc per cui si parla di una quantità significativa di CENERI DA COMBUSTIONE DI CDR SICURAMENTE INQUINANTI, forse tossico-nocive

Dalla relazione si evinceva anche che il cls rimasto a contatto con sostanze fortemente contaminanti (1600 mc circa su 10.000 totali) sarebbe stato frantumato in sito e spianato a fare fondazioni, con possibile rischio di contaminazioni da infiltrazione di acque sotterranee.

Tale punto sulla presenza di ceneri da gassificatore e sulle metodiche per il loro smaltimento SCOMPARE in tutti i successivi documenti per le procedure di VIA, variante urbanistica, etc. prodotti dall’azienda nel corso dell’iter autorizzativi della centrale a turbogas, e non risulta osservato né da Provincia né da Regione né da ARPAT per le rispettive competenze.

Le demolizioni, sono state il primo atto della edificazione del nuovo impianto, e quindi sarebbe stato importante controllare che non venissero frettolosamente compiuti atti o passaggi con implicazioni potenzialmente dannose per la salute pubblica.

Preoccupati per tale situazione, abbiamo proposto alle diverse forze politiche di Greve in Chianti e di San Casciano di fare chiarezza sulle procedure di BONIFICA E SMALTIMENTO DELLE CENERI nei consigli comunali, in virtù della prioritaria funzione di tutela della salute pubblica svolta dal sindaco. Abbiamo perciò proposto una INTERROGAZIONE, che fatta propria da alcune forze politiche è approdata ai due consigli comunali

Le risposte che abbiamo ottenuto ci sono parse elusive o addirittura contraddittorie con atti o documenti concernenti la pratica e da noi visionati.

Il Comune di Greve ci ha cortesemente fornito il materiale cartaceo a sua disposizione concernente il Piano di Investigazione redatto dagli arch. Orlandi e Bronzi e da tali documenti emerge:

1.che il piano di caratterizzazione dell’area sembra tralasciare alcuni inquinanti SICURAMENTE presenti nelle matrici acqua e terra (quali mercurio o PCDD) in quanto emessi negli anni dal camino del cementificio, emissioni in parte sicuramente collegate alla combustione di CDR nel cementificio.

2.in un succinto documento della SACCI si dichiara alla ditta Moscatelli (incaricata dell’abbattimento dei volumi) che i silos sono stati BONIFICATI dalle ditte DEMONT e TESECO, con conferimento del materiale polverulento (Ceneri dei rifiuti del gassificatore) e dell’ETERNIT in discariche autorizzate. Ciò non viene supportato da alcuna informazione riguardante le analisi di tali CENERI o le discariche utilizzate, o la tipologia di bonifica attuata sui silos

3.Nella Relazione Tecnica prodotta per la ditta Moscatelli da GEOSTUDIO si accenna a una metodica di frantumazione degli edifici che prevede la demolizione di quelli più bassi e la realizzazione con tali materiali delle rampe per arrivare ai silos con il risultato che il materiale derivante dalla demolizione dei silos (rimasti a contatto per anni con ceneri da rifiuti) sarebbe ovviamente stato miscelato con il resto dei materiali, senza separazione delle due matrici. Di più, i macchinari irrorano il materiale per impedire la dispersione polveri, e in questo avrebbero facilitato evidentemente la commistione e eventualmente la trasmigrazione degli inquinanti.

Insoddisfatti dalle risposte delle amministrazioni comunali abbiamo chiesto come COORDINAMENTO AMBIENTALISTA un incontro alla Provincia, Direzione Ambiente e gestione rifiuti, ufficio PO VIA AIA e ARIA. Tale incontro, tenutosi nel novembre 2009 ha visto la partecipazione sollecita di molti tecnici degli uffici provinciali. Da tale incontro sono emersi i seguenti dati:

1.Durante il piano di dismissione si deve attuare un piano di investigazione sulla base di un piano predisposto dai tecnici di SACCI (che hanno campionato il suolo) ma che alla data dell’incontro non risultava ancora APPROVATO tale piano di investigazione mentre le demolizioni erano già state eseguite)

2.Forse si sarebbe anche potuto separare il materiale dei silos dal resto, ma NESSUNO (tra le amministrazioni coinvolte) HA CHIESTO AGLI UFFICI PROVINCIALI DI PRESCRIVERLO

3.Nonostante che nella Relazione di Geostudio si parli di un recupero di circa 10.000 mc di materiale, risultava alla Provincia una autorizzazione alla ditta Moscatelli per soli 4500 tonnellate di materiale (2000 mc circa)

4.in un controllo della POLIZIA PROVINCIALE i materiali depositati nell’area di cantiere non collimavano con le quantità che dovevano esservi

L’incontro con la provincia ci ha lasciato comunque tutti i dubbi dai quali era partita la nostra azione, in quanto noi non sappiamo ancora alla data di oggi quante erano le ceneri del gassificatore, cosa contenevano, dove sono state smaltite, come è stata attuata la bonifica dei silos, quanti erano e dove sono finiti gli inerti derivanti, che cosa c’era in tali inerti, chi ha mai verificato (se qualche istituzione pubblica lo ha fatto) le autoanalisi eseguite da SACCI, soggetto che ha gestito le ceneri contenute nei silos.

Queste sono le ragioni di merito che ci hanno spinto a presentare l’esposto.

A queste si sommano anche altre considerazioni che noi traiamo dai fatti esposti, e che hanno concorso a spingerci a tale passo:

1.La combustione dei rifiuti (in questo caso il Gassificatore) produce comunque altri rifiuti, spesso più pericolosi, e diffonde gli inquinanti nell’atmosfera, e quindi non RISOLVE IL PROBLEMA

2.Queste vicende dimostrano quanto sarebbe pericoloso e poco controllabile un POLO DEI RIFIUTI PRIVATO-PUBBLICO quale quello che si delinea a Testi

3.I privati coinvolti nell’impresa (SACCI e la multinazionale TRAFIGURA sua socia in VOLTA srl) hanno un passato che non testimonia sulla loro piena affidabilità ambientale

4.La prima vittima di questi progetti di combustione dei rifiuti è spesso la trasparenza e la pubblicità degli atti

5.i controlli pubblici e sanitari evidentemente non sono stringenti come dovrebbero

Coordinamento Ambientalista del Chianti Fiorentino

(Rete toscana dei comitati per la difesa del territorio, Italia Nostra, Legambiente circolo “Il Passignano” Tavarnelle/San Casciano V.P., Legambiente circolo “Il Gallo Verde” Greve in Chianti, Medicina Democratica, WWF sezione toscana, Forum Ambientalista Toscano) Comitato Chianti senza inceneritore


luglio 2010

venerdì 16 luglio 2010

Mattanza di cervi e daini a Greve e San Casciano?

www.verditoscana.it - Comunicato stampa del 10 luglio 2010

Mattanza di cervi e daini a Greve e San Casciano?

E i cittadini che vorranno recarsi in quei comuni a passeggiare per le campagne, rischieranno di prendersi una fucilata?

La Provincia di Firenze ha recentemente approvato una delibera per l'attuazione del Piano faunistico, conseguente anche all’approvazione, da parte della Regione, della discussa l.r. 2/2010 "Modifiche alla l.r. 3/94 - (Recepimento della legge 11 febbraio 1992 n. 157 «Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio»)": con tale atto si prevede l’eradicazione (leggasi sterminio – ndr) di cinghiali e daini da tutti i territori c.d. non vocati, dei cervi nell’intero territorio del Chianti e nelle zone di Pontassieve e Rufina.

Greve e San Casciano sono ad oggi i due comuni che stanno sollecitando la possibilità per gli agricoltori di abbattere gli ungulati, direttamente o avvalendosi dei cacciatori abilitati, prevedendo l'estensione della facoltà di deroga al calendario venatorio.

“Sono decisioni gravi – dichiara Mauro Romanelli, Consigliere Regionale dei Verdi – prese senza il coinvolgimento del mondo ambientalista, senza il supporto di dati scientifici (monitoraggi puntuali, censimenti) per valutare la dimensione reale del sovrappopolamento e individuare i tetti da stabilire per gli eventuali contenimenti: c'è ua forzatura anche rispetto allo stesso Piano faunistico provinciale per il quale l'eradicamento non è un obbligo, ma solo un’eventualità da considerarsi residuale”.

“La cosa incredibile è che la stessa Arcicaccia, si dice contraria l provvedimento”.

“Tutto ciò – continua l’esponente ecologista - incrementerà non poco il rischio per la popolazione residente o di passaggio nei territori aperti a causa di una situazione di caccia permanente: di fatto, stiamo assistendo a livello locale ad una totale resa verso le posizioni più oltranziste e ideologiche del mondo venatorio che è invece responsabile principale del problema ungulati con i ripopolamenti di cinghiali alloctoni e con la pasturazione degli stessi nelle cattive annate per consentirne la prolificità”.

“Invito – termina il Consigliere regionale dei Verdi – Provincia e Comuni a ripensare subito i propri orientamenti: tutela della biodiversità , tutela dell'ecosistema e attività agricola devono trovare un giusto equilibrio non attraverso lo sterminio indiscriminato degli ungulati, ma tramite una gestione attenta del territorio con prelievi selettivi, rispetto dei corridoi di transito, limite alle recinzioni private e agricole, divieto di pasturazione e di introduzioni di specie non autoctone".

Nel frattempo, è bene che i cittadini sappiano di queste scelte irresponsabili e ci sentiamo in dovere di metterli in guardia: se si vuol fare ua passeggiata per godersi la campagna, è bene tener presente che, se i due Comuni e la Provincia perseguiranno in questa scelta, nei pressi di San Casciano e Greve potrebbe esserci il concreto rischio di prendersi una fucilata, anche fuori del tradizionale periodo di caccia"

Mauro Romanelli - Consigliere Regionale Verdi

sabato 10 luglio 2010

Esposto dei Comitati del Chianti sulla vivenda delle ceneri del gassificatore di Testi

Lunedì 12 luglio, alle ore 12:00,

presso la sala stampa Montanelli del Consiglio Regionale della Toscana (Via Cavour, 4 – Firenze – 1° piano) il coordinamento delle associazioni ambientaliste del Chianti fiorentino ed il Comitato Chianti senza inceneritore presentano alla stampa l’esposto da loro depositato in Procura e ai NOE di Firenze concernente la vicenda delle ceneri del gassificatore di Testi, smaltite insieme ai silos che le contenevano, dalla società SACCI.
Una vicenda ambigua e contraddittoria sulla quale i comitati e le associazioni ambientaliste ricorrono alla giustizia per avere certezze e trasparenza.


All’incontro con la stampa saranno presenti:

Mauro Romanelli - Consigliere regionale Federazione Sinistra/Verdi
Monica Sgherri - Consigliere regionale Federazione Sinistra/Verdi
Lucia Carlesi - Consigliere comunale San Casciano
Paolo Stecchi - Consigliere comunale Greve in Chianti
Esponenti del Coordinamento Ambientalista del Chianti Fiorentino (Rete toscana dei comitati per la difesa del territorio, Italia Nostra, Legambiente circolo “Il Passignano” Tavarnelle/San Casciano V.P., Legambiente circolo “Il Gallo Verde” Greve in Chianti, Medicina Democratica, WWF sezione toscana, Forum Ambientalista Toscano) e del Comitato Chianti senza inceneritore.

Sono invitati i Comitati della piana.

giovedì 17 giugno 2010

L'uso degli erbicidi in agricoltura



Il problema dell'uso sconsiderato di erbicidi ed altri prodotti chimici, dell'impatto di un modello di agricoltura non più sostenibile sul paesaggio, sull'ambiente e sulla salute di tutti, è drammaticamente presente anche sul nostro territorio.

Il Laboratorio per un'Altra San Casciano ha già ottenuto un primo risultato, ottenendo nel nuovo regolamento edilizio di San Casciano il divieto di uso di erbicidi e presidi chimici in tutti gli spazi pubblici comunali. Ma questo non basta, dobbiamo domandarci tutti quale AGRICOLTURA dobbiamo promuovere e costrure, con i nostri atti quotidiani e con l'impegno politico.

Il Laboratorio per un'Altra San Casciano promuove perciò una
RIUNIONE APERTA DI APPROFONDIMENTO sul tema per il giorno

LUNEDI 21 giugno ore 21,15
presso la Casa del popolo di San Casciano, sala tombola

intervengono
Maurizio Mazzariol (AIABB, Foro Contadino) su:
Le altre agricolture (bio), gli scenari nazionali e europei definiti dalla PAC
Nicoletta Angioletti (agricoltore bio)
coordina la serata Giuseppe Pandolfi (agricoltore bio, Legambiente)

La riunione è aperta a tutti coloro che sono interessati a discutere dell'argomento.


Il PDF dell'iniziativa

martedì 25 maggio 2010

Giovedì il Consiglio comunale di Greve in Chianti voterà per fermare la cotruzione dell'inceneritore

Giovedì 27 maggio alle ore 21.00 presso il salone consiliare del comune di Greve in Chianti si terrà un consiglio comunale dove sarà votata la mozione contraria alla costruzione dell'inceneritore (o termovalorizzatore che dir si voglia) nell'area di Testi.

È un appuntamento molto importante: quando il sindaco ed i consiglieri voteranno per fermare la costruzione dell'inceneritore - come ci auguriamo che facciano - devono sapere di avere il pieno appoggio dei cittadini.

Affinchè i consiglieri ed sindaco ci possano vedere arrivando, troviamoci davanti al comune alle 20.30 con striscioni, cartelli, volantini e tutto quello che può servire, nel pieno rispetto delle regole e della convivenza civile a ricordargli perchè siamo lì.

Vi aspettiamo numerosi...

Per maggiori informazioni
Comitato Chianti Senza Inceneritore: www.chiantisenzainceneritore.it
Mail: info@chiantisenzainceneritore.it

lunedì 24 maggio 2010

La contaminazione da diossine delle filiere alimentari



Il caso delle mozzarelle di bufala prodotte in Campania rappresenta solo l’ultimo degli allarmi legati al riscontro di diossine o sostanze diossino-simili negli alimenti. Non solo in Italia, ma anche all'estero, dove per il timore che la produzione casearia italiana sia poco salubre, si preferisce non importare questi alimenti. La Corea prima ed il Giappone dopo, hanno bloccato le importazioni di mozzarella dall’Italia. In un paio di giorni il crollo delle vendite ha causato, secondo il consorzio mozzarella di bufala DOP, un danno da 30 milioni di euro.

In questo caso, come in altri precedenti, i cittadini hanno ricevuto informazioni contrastanti, dagli esperti e dai rappresentanti della classe politica, sia sul livello di pericolosità delle diossine sia sui controlli effettuati presso i caseifici e gli allevamenti coinvolti.

Dapprima le autorità competenti (Ministeri e Regione) hanno affermato che le positività riscontrate da altri Paesi erano legate esclusivamente a battaglie commerciali, poi hanno ammesso che la presenza di contaminanti era stata rilevata già su campioni effettuati in Campania ma non si era ritenuto di dare informazione all’opinione pubblica, in seguito è stato predisposto un piano di campionamenti a tappeto con il blocco cautelativo delle produzioni sino all’esito dell’analisi, contestato dai produttori che sono già stati penalizzati dal calo delle vendite.

In questo contesto è, naturalmente, aumentato l'utilizzo di latte straniero per la produzione di mozzarella campana. Sono “1,8 milioni i quintali di derivati del latte importati in Campania dall’estero da cento aziende, soprattutto dal Centro e dell’Est europeo, per una produzione equivalente pari a 4.746.137 quintali di latte. In pratica, una mozzarella su quattro non è italiana”, rivela il presidente di Coldiretti Campania, Gennaro Masiello.

Niente di strano...

Che cosa sono le diossine
Il termine diossine si riferisce ad un gruppo di 210 composti chimici aromatici policlorurati, formati da carbonio, idrogeno, ossigeno e cloro.
Sono sostanze inodori, termostabili, insolubili in acqua e fortemente liposolubili in grado di legarsi al particellato (sedimento) e alla frazione organica ambientale ed essere assorbite nei grassi dell’uomo e degli animali. Non sono biodegradabili quindi persistono e tendono a bio-accumularsi nella catena alimentare concentrandosi nei grassi dell’uomo e degli animali.

Le diossine sono contaminanti ambientali presenti in tutti gli habitat. Il trasporto con l’aria delle emissioni provenienti da molte fonti (incenerimento dei rifiuti, traffico veicolare, industrie chimiche, ecc.) sono la principale via di contaminazione delle parti arboree, dei pascoli e dei seminativi. Lo smaltimento delle sostanze chimiche in discariche non controllate con fuoriuscite e successive diffusioni delle sostanze tossiche sono la causa della contaminazione dei suoli.

Dagli studi condotti finora si è visto che le diossine tendono a concentrarsi maggiormente nei grassi, quindi i grassi animali. A parità di esposizione, più lunga è la vita dell’animale, più alto è l’accumulo di diossina nel tessuto adiposo.
L’ esposizione avviene anche attraverso la respirazione e la cute.
Alcuni gruppi di popolazione come i neonati lattanti (la madre, soprattutto nella prima gravidanza, cede col primo latte le quantità accumulate nel periodo di vita pre-materno) o i consumatori di diete ad alto contenuto di grassi nelle zone altamente inquinate, sono maggiormente esposti ad alti tassi di diossina.

La manifestazione di Montale contro gli inceneritori - 22 maggio 2010

venerdì 21 maggio 2010

Il Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste del Chianti fiorentino aderisce alla Manifestazione di Montale contro gli inceneritori

Coordinamento Toscano Rifiuti Zero
Coordinamento Comitati della Piana Fi - Po - Pt


SABATO 22 MAGGIO
MANIFESTAZIONE REGIONALE


Partenza: Piazza Gramsci, Agliana, ore 15

IN TANTI PER DIRE

NO! ALL'INCENERIMENTO DEI RIFIUTI NO! AI VECCHI E NUOVI INCENERITORI NO! ALLE CENTRALI A BIOMASSE NO! ALLA TRASFORMAZIONE DEI RIFIUTI IN CDR NO! AL CICLO INTEGRATO

IN TANTI PER DIRE

SI! ALLA RIDUZIONE DEI RIFIUTI SI! ALLE RACCOLTE DIFFERENZIATE PORTA A PORTA SI! AL RECUPERO E AL RIUSO DI MATERIA SI! ALLA STRATEGIA RIFIUTI ZERO SI! AL DIRITTO AD AVERE UNA ALIMENTAZIONE SANA SI! AL DIRITTO AL FUTURO PER I NOSTRI FIGLI SI! ALLA DIFESA DEI BENI COMUNI

ALLA GIUNTA ROSSI noi diciamo che partiamo da Montale, per dire BASTA a tutti questi IMPIANTI DI MORTE che contaminano i cibi e AVVELENANO perfino il LATTE MATERNO, che sono inutili e costosi, che sprecano risorse e favoriscono malaffare e corruzione.

Maggiori informazioni:
Coordinamento dei Comitati della Piana di Firenze Prato e Pistia

La Confesercenti di Greve contro il termovalorizzatore di Testi

Sulla questione del termovalorizzatore di Testi di cui, ultimamente, si è ampiamente occupata la stampa, la Confesercenti di Greve in Chianti esprime con forza il proprio disaccordo all’ipotesi di costruire una tale struttura nel territorio di Greve in Chianti.

“L’economia delle nostre imprese - sottolinea il Presidente della Confesercenti di Greve, Daniele Tapinassi - si basa quasi esclusivamente sul turismo, la produzione del vino e quella dell’olio.
La costruzione del termovalorizzatore avrebbe inevitabilmente un impatto negativo su tutto il nostro territorio, sia dal punto di vista dell’inquinamento ambientale che da quello dell’immagine nei confronti del turismo”.

Un progetto, quindi, che la Confesercenti non può condividere per le ricadute estremamente negative su tutta l’area.

“Auspichiamo – conclude Tapinassi - che il Piano Provinciale sullo smaltimento dei rifiuti venga rivisto, e che al posto di tre termovalorizzatori nella provincia di Firenze ne venga realizzato uno solo, più grande, e in località con caratteristiche adeguate, lontano dai corsi d’acqua e in una zona aperta e ben collegata e servita dal punto di vista della viabilità.”

giovedì 13 maggio 2010

Quale democrazia? Partiti e cittadini nei Servizi di Pubblica Utilità - Laboratorio per un'altra San Casciano - la conferenza di Lunedì 10 maggio 2010

La presentazione, moderatore Giancarlo Brunetti, del Laboratorio per un'altra San Casciano
Giulio Citroni, Università della Calabria
Francesco Gesualdi, Centro Nuovo Modello di Sviluppo
Il pubblico
Un momento del dibattito
Alcune immagini della conferenza che ha avuto luogo lunedì 10 maggio 2010 nella biblioteca di San Casciano Val di Pesa.

mercoledì 5 maggio 2010

L'assessore che non ti aspetti

Metropoli, 30 aprile 2010
San Casciano stupito dalla nomina in Regione di Anna Marson, in passato contraria alla variante Laika


Il sindaco Massimiliano Pescini ha già fatto i primi passi, politici e istituzionali, necessari a far pervenire al neopresidente della Regione Toscana Enrico Rossi tutto il dissenso verso la nomina di Anna Marson, docente universitaria a Venezia, come assessore regionale all'urbanistica...
"... le associazioni ambientaliste - dice Carlesi - che invece conoscono Anna Marson per la sua competenza in materia di pianificazione territoriale..." Metropoli, 30 aprile 2010

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Info

Questo sito è nato per volontà del Comitato delle Associazioni per tutela dell’ambiente e del territorio attive nel Chianti fiorentino, come archivio dei molti materiali raccolti e, attraverso contributi e segnalazioni di tutti, singoli e associazioni, con l'intento – oltre che di informare gli interessati della situazione attuale – di coordinare eventuali azioni da intraprendere.

Chianti Ambiente e Territorio - Iniziative per la tutela e la promozione del territorio in una prospettive di sostenibilità ambientale